Libri, Serie tv

Bilancio del mese – Gennaio: Libri & serie tv

Per questo 2018 ho deciso di scrivere, ogni mese, una sorta di articolo ricapitolativo, dove i protagonisti principali saranno naturalmente libri e serie tv che ho affrontato, ma anche – qualora ce ne sia l’occasione – tematiche varie ed eventuali.
Iniziamo.

Serie tv

Una nota dolente e un “meh”, ma anche una scoperta bellissima. Partiamo da quest’ultima.

  • 1. La casa de papel

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Otto persone vengono reclutate da un misterioso individuo, Il professore, per portare a termine la rapina più ambiziosa della storia: derubare 2400 milioni di euro dalla zecca di Stato.
Detta così sembrerebbe l’ennesimo thriller dell’ultim’ora, ma vi assicuro che così non è. La parola chiave, infatti, è originalità. La narrazione oltre esser stata congegnata in maniera perfetta, mozzando il fiato di continuo, quando meno se lo si aspetta, intreccia le varie storie personali di tutti i protagonisti, scandagliando l’animo umano delle persone, prima ancora dei criminali. Un elemento psicologico e personale che conferisce non solo veridicità, ma ci sbatte in faccia prepotentemente che la distinzione tra bene e male – ancora una volta – non è poi così semplice. Vi sfiderò a non tifare per i rapinatori.

Per quanto riguarda le considerazioni tecniche, tutto ottimo: dalla regia alla fotografia, dalla sceneggiatura ai costumi. Applausi.

Dopo la Germania con Dark, e adesso la Spagna, chissà se anche l’Italia sarà capace di realizzare un prodotto originale medio-alto, o dovremmo sorbirci per altri dieci anni Don Matteo e criminalità organizzata in tutte le salse.

  • 2. The end of the f***ing world

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James e Alyssa sono due adolescenti, lui convinto di essere psicopatico, lei stralunata e ribelle. Entrambi insoddisfatti della vita decidono di partire per raggiungere il padre di lei, in un tentativo ultimo di uscire fuori dagli schemi.
Partendo dal presupposto che avrei preso a schiaffi i protagonisti a due a due finché non diventavano dispari, devo dire che la serie non è malvagia, ma nemmeno tutto questo capolavoro annunciato e sbattuto ovunque.
Bisogna riconoscere che la serie ha sovvertito i canoni di rappresentazione televisiva della vita adolescenziale, uscendo un po’ fuori dagli stereotipi (soprattutto narrativi). Ma tutto qui.
È semplicemente una buona serie tv, girata e recitata bene, con una pregevole colonna sonora, ma un capolavoro anche no. Odierete a morte i protagonisti.

  • 3. Black Mirror

Tutti erano in trepidante attesa della quarta stagione di Black Mirror, tutti attendevamo con ansia, e tutti siamo stati delusi.
Premettendo che sulla qualità di regia, fotografia e colonna sonora non c’è nulla da dire,  i veri problemi sorgono con la sceneggiatura. L’impressione che è trapelata, quest’anno, è l’assenza di idee. Episodi lenti, con idee deboli, addirittura prevedibili, quando il punto di forza di questa serie era proprio l’originalità e la capacità di tenerti incollato allo schermo con la tensione giusta.
Ovviamente, nel mare delle serie tv, resta comunque una perla imprescindibile, ma quest’anno, paragonato alle sue precedenti stagioni, ha deluso grandemente.
Con ogni probabilità Black Mirror ha finito le cose che aveva da dire, e la ricerca spasmodica di idee per produrre ad ogni costo una nuova stagione sarebbe solo un atteggiamento deleterio.

Libri

  • 1. Esperimento di verità di Paul Auster

“Ogni volta che vedevo il mio volto nello specchio, mi sembrava di guardare un altro.”

Da Philip Roth a Paul Auster, ormai è una mia personale tradizione iniziare l’anno in compagnia della letteratura americana.
Esperimento di verità è un piccolo gioiellino. Una piccola antologia di ventiquattro racconti di vita vera, dove Auster ci racconta il gioco della fatalità, delle coincidenze.
E così ci ritroviamo di fronte a storie tragiche, buffe o bizzarre, frutto della combinazione. Come se un’entità superiore, capricciosa come un bambino, si divertisse ad intrecciare eventi e situazioni, dando vita ad un realtà che ci conforta, ci diverte o ci distrugge.
Come un piccolo contrattempo – “il caso” – può cambiare il corso della nostra esistenza.
(All’interno della mini raccolta c’è anche il celeberrimo racconto di Natale di Auggie Wren, un piccolo cult natalizio della letteratura novecentesca).

Potete acquistarlo qui -> http://amzn.to/2Fl1rSy

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Da Philip Roth a Paul Auster, ormai è tradizione iniziare con la letteratura americana. Esperimento di verità è un piccolo gioiellino. Ventiquattro racconti di vita vera, dove Auster racconta il gioco della fatalità, delle coincidenze. E così ci ritroviamo di fronte a storie tragiche, buffe o bizzarre, frutto della combinazione. Come se un'entità superiore, capricciosa come un bambino, si divertisse ad intrecciare eventi e situazioni, dando vita ad un realtà che ci conforta, ci diverte o ci distrugge. Come un piccolo contrattempo – "il caso" – può cambiare il corso della nostra esistenza. (All'interno della mini raccolta c'è anche il celeberrimo racconto di Natale di Auggie Wren, un piccolo cult).

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  • 2. Trilogia di New York di Paul Auster

“È da tempo ormai che lotto per dire addio a qualcosa, ed è la lotta quello che veramente conta. La storia non è nelle parole: è nella lotta.”

Tre libri, tre detective stories, che del thriller-giallo hanno ben poco, muovendosi quasi più sulla falsariga del romanzo psicologico. Ma anche postmoderno, esistenziale, trascendentale.
Storie ambientate in una New York surreale, quasi onirica, dove ogni cosa si confonde, assomigliando a tutti i luoghi e a nessuno, in cui perdersi o ritrovarsi all’infinito.
È una città vorticosa, che ti intrappola nel suo caos e nella sua bellezza, proprio come la scrittura di Auster, capace di scandagliare le angosce e le nevrosi dell’uomo, descrivere le solitudini che ci attanagliano, in un mondo inesplicabilmente dominato dal caso.

Potete acquistare il libro qui -> http://amzn.to/2Bv5XvH

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"È da tempo ormai che lotto per dire addio a qualcosa, ed è la lotta quello che veramente conta. La storia non è nelle parole: è nella lotta." • Tre libri, tre detective stories, che del thriller/giallo hanno ben poco, muovendosi quasi più sulla falsariga del romanzo psicologico. Ma anche postmoderno, esistenziale, trascendentale. Storie ambientate in una New York surreale, quasi onirica, dove ogni cosa si confonde, assomigliando a tutti i luoghi e a nessuno, in cui perdersi o ritrovarsi all'infinito. È una città vorticosa, che ti intrappola nel suo caos e nella sua bellezza, proprio come la scrittura di Auster, capace di scandagliare le angosce e le nevrosi dell'uomo, descrivere le solitudini che ci attanagliano, in un mondo inesplicabilmente dominato dal caso. • Si è capito che è diventato uno dei miei autori preferiti, sì? #austerite

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  • 3. L’avversario di Emmanuel Carrère

“Per i credenti l’ora della morte è l’ora in cui si vede Dio. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell’amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l’Avversario.”

Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi invano. L’inchiesta rivelò che non era affatto un medico, anzi non era niente.
Diciotto anni a mentire, diciotto anni perpetrando un’unica bugia.
Ma le menzogne per loro natura tendono a nascondere una verità. Invece, la menzogna di Romand non nascondeva nulla, perché lui era il nulla.
Sul punto di essere scoperto ha preferito sopprimere le persone di cui non sarebbe riuscito a sopportare lo sguardo, crollando insieme al flebile castello di carte che aveva tenuto su per diciotto anni con raggiri e anche molta fortuna.
Ma il peso delle fandonie diventa ad un certo punto insostenibile, schiacciando l’animo, annientandolo.
La storia, la vera storia di Jean-Claude Romand ne è testimonianza.
Testimonianza scritta da Carrère con grande eleganza. Una scrittura essenziale, senza fronzoli, ma mai banale, capace di presentarci con vivide immagini la persona (e non il personaggio) di Jean-Claude Romand.

Potete acquistare il libro qui -> http://amzn.to/2DFc5aK

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"Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronomento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario." • Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi invano. L'inchiesta rivelò che non era affatto un medico, anzi non era niente. Diciotto anni a mentire, diciotto anni perpetrando un'unica bugia. Ma le menzogne per loro natura tendono a nascondere una verità. Invece, la menzogna di Romand non nascondeva nulla, perché lui era il nulla. Sul punto di essere scoperto ha preferito sopprimere le persone di cui non sarebbe riuscito a sopportare lo sguardo, crollando insieme al flebile castello di carte che aveva tenuto su per diciotto anni con raggiri e anche molta fortuna. Ma il peso delle fandonie diventa ad un certo punto insostenibile, schiacciando l'animo, annientandolo. La storia, la vera storia di Jean-Claude Romand ne è testimonianza. Testimonianza scritta da Carrère con grande eleganza. Una scrittura essenziale, senza fronzoli, ma mai banale, capace di presentarci con vivide immagini la persona (e non il personaggio) di Jean-Claude Romand. Insomma, un libro stupendo. E ora voglio altro di Carrère, maledizione.

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  • 4. Immersione di Christophe Ono-Dit-Biot

“Hai l’impressione di non vivere?”
“Ho l’impressione di lasciar scorrere il tempo. Di riempire l’agenda come si mette carbone nella caldaia un po’ folle di una locomotiva che non sa dove va.”

Su una spiaggia del mar Arabico viene ritrovato il corpo di una donna. Paz, artista spagnola in fuga da un’Europa che le stava troppo stretta.
César, il suo ex marito (ed ex reporter stanco di viaggiare), viene chiamato per procedere al riconoscimento.
Sconvolto dalla scoperta, César inizia a raccontare al piccolo Hector, suo figlio, la storia della madre: partendo dal primo incontro, fino al culmine dell’attività artistica, la convivenza e la fine del matrimonio.
Lo sfondo della narrazione è l’Europa, con le sue bellezze e i suoi “malanni che affliggono il Nuovo Mondo.
L’autore – è il caso di dirlo – ci immerge in un racconto di vite, senza banalità e senza dare nulla per scontato, portandoci pian piano in superficie.
“Immersione è la storia di una coppia in balia di un’epoca, la nostra, in cui è sempre più difficile amare.”

Potete acquistare il libro qui -> http://amzn.to/2ni1cR7

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"Hai l'impressione di non vivere?" "Ho l'impressione di lasciar scorrere il tempo. Di riempire l'agenda come si mette carbone nella caldaia un po' folle di una locomotiva che non sa dove va." • Su una spiaggia del mar Arabico viene ritrovato il corpo di una donna. Paz, artista spagnola in fuga da un'Europa che le stava troppo stretta. César, il suo ex marito (ed ex reporter stanco di viaggiare), viene chiamato per procedere al riconoscimento. Sconvolto dalla scoperta, César inizia a raccontare al piccolo Hector, suo figlio, la storia della madre: partendo dal primo incontro, fino al culmine dell'attività artistica, la convivenza e la fine del matrimonio. Lo sfondo della narrazione è l'Europa, con le sue bellezze e i suoi "malanni che affliggono il Nuovo Mondo. L'autore – è il caso di dirlo – ci immerge in un racconto di vite, senza banalità e senza dare nulla per scontato, portandoci pian piano in superficie. "Immersione è la storia di una coppia in balia di un'epoca, la nostra, in cui è sempre più difficile amare."

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