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Amore e perdita: Camere separate di Pier Vittorio Tondelli

Leggere quest’opera di Pier Vittorio Tondelli non è semplicemente leggere una storia, ma immergersi nel vissuto di un’anima fragile. Camere separate, infatti, non è solo un romanzo, ma è la possibilità per Tondelli di trasmettere se stesso agli altri attraverso il suo protagonista: Leo, scrittore poco più che trentenne, omosessuale dichiarato (negli anni in cui dichiararlo era davvero un atto di ribellione), alle prese con la morte prematura del proprio compagno. Leo è chiaramente, dunque, l’alter ego di Tondelli, e la storia che ci offre è per forza di cose in parte autobiografica.

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Suddiviso in tre “movimenti”, ossia tre particolari momenti di vita del protagonista in cui viene rivissuta la storia tra Leo e Thomas, con continui flashback inframezzati dalle riflessioni sulla vita e sulla morte, quindi non in ordine cronologico (la morte di Thomas è annunciata già nel primo movimento, non è uno spoiler).

È un libro che va letto in un particolare momento della vita, non va letto con leggerezza, sia per la sua densità stilistica – anche se la prosa di Tondelli è ammaliante e avvolgente, di un’eleganza magnetica -, ma soprattutto per la complessità variegata dei temi trattati.
Certo, il fulcro centrale della storia è, per l’appunto, una storia d’amore, ma sarebbe riduttivo e svilente fermarsi qui. Innanzitutto va contestualizzata il lasso temporale di svolgimento, ossia gli anni Settanta (all’incirca).
Vivere un amore omosessuale è ancor oggi una specie di lotta, l’accettazione del diverso nella nostra società (specie quella italiana) non ha raggiunto ancora un livello di maturità intellettuale tale da “permettere” a due esseri umani di amarsi liberamente, senza imporgli limiti di sorta basate su pulsioni totalmente diverse. E questo è ciò che succede anche ai due protagonisti, ed è ciò che è successo al Tondelli uomo.
È un amore come tutti gli altri, fatto di istanti di tenerezza, di tensione, di gelosia e in tutte le possibili declinazioni che un sentimento del genere può far nascere tra due persone. Leo e Thomas non sono speciali perché sono omosessuali, sono speciali perché sono come tutti gli esseri umani che si amano.
Il loro rapporto è fatto di un amore malinconico, sia perché persone molto diverse (uno scrittore, più in là con gli anni, abbastanza affermato; l’altro giovane uomo nel fiore degli anni, perso nelle incertezze del suo futuro), quindi con una sensibilità diversa, con un vissuto diverso e una maturità intellettuale diversa. È un romanzo, infatti, che parla molto di autoaffermazione, e non a caso il loro rapporto è definito proprio da Leo “camere separate”, ossia un rapporto di continuità, di appartenenza, ma scevro dal possesso. Perché seppure separati, loro si appartenevano.

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Poco più che venticinquenne Thomas muore in un ospedale a Monaco di Baviera, e da qui inizia una lunga fase di elaborazione del lutto da parte di Leo, tramite la rievocazione dei ricordi, della vita passata assieme a Thomas, dei loro viaggi, delle loro difficoltà e della loro felicità.
Inizia così il tormento interiore di Leo, vissuto in solitudine, nel tentativo estremo di andare avanti portando con sé i ricordi, nei quali Thomas non potrà mai davvero morire, affidando alle parole il suo dolore e la sua espiazione.

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È dunque un romanzo “spietato” e allo stesso tempo dolcissimo, di amore e di perdita, sul rinnovamento della fede, sull’autoaffermazione, sui rapporti umani. È il romanzo di un uomo, Tondelli, ingiustamente vessato da una parte della “critica”, un uomo che si è completamente messo a nudo, lasciandoci delle pagine intrise di bellezza, un uomo che ha fatto della sua solitudine e della sua diversità la materia viva e pulsante dei suoi scritti.
Un libro da leggere non solo per l’importanza dei temi trattati, non solo per la bellezza della scrittura, ma soprattutto per abbracciare simbolicamente Pier Vittorio, scrittore e persona straordinaria.

È stata una lettura intensa, che ho condiviso con Carmen, la mia partner in crime in questo percorso. Vi lascio il collegamento con la sua riflessione che potete trovare nel suo blog fighissimo Nessun cancello, nessuna serraturadi seguito anche il collegamento al suo profilo Instagram, e seguitela se ancora non lo fate.

[Come sempre vi ricordo che sono affiliato Amazon, quindi se vi ho spronato a leggere questo libro, potete acquistarlo tramite questo link -> https://amzn.to/2GCWVmU e riceverò una minima percentuale da Amazon stesso, che userò ovviamente per portare altri libri. Se invece riuscite a trovarlo in una libreria indipendente, ancora meglio.]

"Abbiamo bisogno di tempo. Di mettere spazio fra noi. Di vivere insieme, di viaggiare insieme, perché il nostro pensiero riconosca istintivamente l'altro; e lo riconosca come una presenza automatica di consuetudine e di affetto. Abbiamo bisogno di molto tempo per accettare la brutalità del fatto di non essere più soli." • L'esperienza di lettura di Tondelli è stata davvero intensa, ho scoperto un autore straordinario, e proprio perché è stato un libro che ha lasciato il segno, non me la sentivo di dedicargli solo poche righe di didascalia, quindi se andate sul blog trovate un articolo con i miei pensieri e riflessioni. Ho condiviso la lettura con @lilyj2202 quindi andate anche sul suo profilo e sul suo blog (ho messo i collegamenti anche nell'articolo) così trovate anche le sue riflessioni.

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