Libri, Serie tv

Bilancio del mese – Marzo: Libri & Serie TV

Marzo è stato un mese abbastanza scarno sotto il profilo della quantità, ma certamente densissimo al livello di qualità. Pochi ma buoni.

Serie Tv

  • Marvel’s Jessica Jones

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Togliamoci subito il dente. Per quanto mi fosse piaciuta la prima stagione, molto carina e ben costruita e con uno dei villain più carismatici di sempre (non a caso interpretato da David Tennant), la seconda stagione è decisamente sotto tono, immettendosi nella scia delle altre serie Marvel. Narrazione troppo lenta, trama inconsistente, a dispetto della qualità a cui il prodotto punta. Un altro flop in casa Marvel dopo Luke Cage e Iron Fist, e non ho la minima intenzione di guardare The Punisher.

  • Travelers

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Piacevole scoperta invece è stata Travelers, altra serie marcata Netflix, stavolta centrata in pieno, visto che mi sono sparato le prime due stagioni in men che non si dica. È una science fiction più modesta rispetto alle altre proposte del catalogo (vedi The OA), ma non per questo meno valida a livello di contenuti. Vi lascio un accenno di trama e taccio, altrimenti incorro in spoiler: La storia si basa sui viaggi nel tempo e sul fattore apocalittico: una squadra di sei specialisti del futuro ritorna nel XXI secolo per cercare di salvare il mondo da Helios 685, il meteorite che cadrà sulla terra, provocando la semi-estinzione del genere umano, con conseguenti devastazioni ambientali e guerre tra i sopravvissuti.

Libri

  • Undici solitudini di Richard Yates

“E dove sono le finestre? Da dove entra la luce? Bernie, vecchio amico, perdonami, ma per questa domanda non ho risposta. Non sono neppure sicuro che questa casa abbia delle finestre. Forse la luce deve cercare di penetrare come può attraverso qualche fessura, qualche buco lasciato dall’imperizia del costruttore. Se è così, sta’ sicuro che il primo a esserne umiliato sono proprio io. Dio la sa, Bernie, Dio lo sa che una finestra ci dovrebbe essere da qualche parte, per ciascuno di noi.”

Undici solitudini è una delle più importanti raccolte di short stories del Novecento, considerato dal NY Times come lo speculare americano di Gente di Dublino di Joyce, e secondo Kurt Vonnegut la miglior raccolta di racconti pubblicata da un autore americano.
Yates ritrae nei suoi undici scorci un’epoca e, al contempo, la condizione universale dell’essere umano: «Gli esseri umani sono irreparabilmente soli, e lì c’è la loro tragedia».
I personaggi di Yates sono estremamente normali, e per questo estremamente vicini, colti in un momento particolare della loro vita, in cui la solitudine imperversa provocandone le conseguenze più disparate.
Il motivo per cui ho amato profondamente questo autore è lo stesso che allontana molti: ha una voce spietata, onesta, realistica.
Ancora una volta mi sono perso nella letteratura americana, aggiungendo un nuovo idolo alla lunga sfilza.

Potete acquistare il libro qui -> https://amzn.to/2Gyglu3

"E dove sono le finestre? Da dove entra la luce? Bernie, vecchio amico, perdonami, ma per questa domanda non ho risposta. Non sono neppure sicuro che questa casa abbia delle finestre. Forse la luce deve cercare di penetrare come può attraverso qualche fessura, qualche buco lasciato dall'imperizia del costruttore. Se è così, sta' sicuro che il primo a esserne umiliato sono proprio io. Dio la sa, Bernie, Dio lo sa che una finestra ci dovrebbe essere da qualche parte, per ciascuno di noi." • Undici solitudini è una delle più importanti raccolte di short stories del Novecento, considerato dal NY Times come lo speculare americano di Gente di Dublino di Joyce, e secondo Kurt Vonnegut la miglior raccolta di racconti pubblicata da un autore americano. Yates ritrae nei suoi undici scorci un'epoca e, al contempo, la condizione universale dell'essere umano: «Gli esseri umani sono irreparabilmente soli, e lì c'è la loro tragedia». I personaggi di Yates sono estremamente normali, e per questo estremamente vicini, colti in un momento particolare della loro vita, in cui la solitudine imperversa provocandone le conseguenze più disparate. Il motivo per cui ho amato profondamente questo autore è lo stesso che allontana molti: ha una voce spietata, onesta, realistica. Ancora una volta mi sono perso nella letteratura americana, aggiungendo un nuovo idolo alla lunga sfilza.

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  • Lezioni americane di Italo Calvino

“L’universo si disfa in una nube di calore, precipita senza scampo in un vortice d’entropia, ma all’interno di questo processo irreversibile possono darsi zone d’ordine, porzioni d’esistenza che tendono verso una forma, punti privilegiati da cui sembra scorgere un disegno, una prospettiva. L’opera letteraria è una di queste minime porzioni in cui l’esistente si cristallizza in una forma, acquista un senso, non fisso, non definitivo, non irrigidito in una immobilità minerale, ma vivente come un organismo.”

Avete presente quando si dice “questo libro è fondamentale/va letto”? Io non c’ho mai dato peso più di tanto, credo nella libertà ultima di scegliersi le proprie letture, però stavolta devo proprio dirlo: è un libro davvero fondamentale. Più che altro, è importante.
Un testo letterario che parla di letteratura e delle sue molteplici connessioni. Sei lezioni (l’ultima purtroppo rimasta incompiuta) in cui il genio di Calvino ci offre spunti e riflessioni sul futuro della letteratura, della scrittura, della lingua, in vista dell’approssimarsi del nuovo millennio.
In un’epoca di continui cambiamenti, che stiamo vivendo in prima persona più che mai, è necessario riflettere su tematiche quali: la leggerezza, la rapidità, l’esattezza, la visibilità, la molteplicità.
“La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici.” (I. Calvino).

Potete acquistare il libro qui -> https://amzn.to/2q4J3Ze

"L'universo si disfa in una nube di calore, precipita senza scampo in un vortice d'entropia, ma all'interno di questo processo irreversibile possono darsi zone d'ordine, porzioni d'esistenza che tendono verso una forma, punti privilegiati da cui sembra scorgere un disegno, una prospettiva. L'opera letteraria è una di queste minime porzioni in cui l'esistente si cristallizza in una forma, acquista un senso, non fisso, non definitivo, non irrigidito in una immobilità minerale, ma vivente come un organismo." • Avete presente quando si dice "questo libro è fondamentale/va letto"? Io non c'ho mai dato peso più di tanto, credo nella libertà ultima di scegliersi le proprie letture, però stavolta devo proprio dirlo: è un libro davvero fondamentale. Più che altro, è importante. Un testo letterario che parla di letteratura e delle sue molteplici connessioni. Sei lezioni (l'ultima purtroppo rimasta incompiuta) in cui il genio di Calvino ci offre spunti e riflessioni sul futuro della letteratura, della scrittura, della lingua, in vista dell'approssimarsi del nuovo millennio. In un'epoca di continui cambiamenti, che stiamo vivendo in prima persona più che mai, è necessario riflettere su tematiche quali: la leggerezza, la rapidità, l'esattezza, la visibilità, la molteplicità. "La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici." (I. Calvino). • P.S. ci sono gli sconti Mondadori, sapete cosa fare ora.

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  • L’animale morente di Philip Roth

“Essere casti, vivere senza sesso, be’, come digerirai le sconfitte, i compromessi, le frustrazioni? Guadagnando di più, guadagnando tutti i soldi che puoi? Facendo tutti i figli che puoi? Questo aiuta, ma è niente rispetto all’altra cosa. Perché l’altra cosa si radica nel tuo essere fisico, nella carne che nasce e nella carne che muore. Perché solo quando scopi riesci a vendicarti, anche se solo per un momento, di tutto ciò che non ami nella vita e di tutte le cose che nella vita ti hanno sconfitto. Solo allora sei più nettamente vivo e più nettamente te stesso. La corruzione non è il sesso: è il resto. Il sesso non è semplice frizione e divertimento superficiale. Il sesso è anche la vendetta sulla morte. Non dimenticartela, la morte. Non dimenticarla mai. Sì, anche il sesso ha un potere limitato. So benissimo quanto è limitato. Ma dimmi, quale potere è più grande?”

Una certezza chiamata Philip Roth. La carica del suo cinismo erotico misto al suo genio ironico non hanno probabilmente eguali, e questo piccolo gioiello di libro condensa perfettamente questa sua abilità in poco più di cento pagine.
C’è il desiderio, la pulsione sessuale di un uomo in là con gli anni per una donna molto più giovane di lui, c’è il fluire del tempo che si riverbera sul corpo e il sesso come alter ego della morte, l’atto estremo in cui sentirsi vivi. Un romanzo erotico di amore e morte, sullo scorrere del tempo, sull’invecchiamento, sulla solitudine e sulle riflessioni amorose, sul sesso e il suo potere sconfinato nelle relazioni interpersonali.

Potete acquistare il libro qui -> https://amzn.to/2q6R8fK

"Essere casti, vivere senza sesso, be', come digerirai le sconfitte, i compromessi, le frustrazioni? Guadagnando di più, guadagnando tutti i soldi che puoi? Facendo tutti i figli che puoi? Questo aiuta, ma è niente rispetto all'altra cosa. Perché l'altra cosa si radica nel tuo essere fisico, nella carne che nasce e nella carne che muore. Perché solo quando scopi riesci a vendicarti, anche se solo per un momento, di tutto ciò che non ami nella vita e di tutte le cose che nella vita ti hanno sconfitto. Solo allora sei più nettamente vivo e più nettamente te stesso. La corruzione non è il sesso: è il resto. Il sesso non è semplice frizione e divertimento superficiale. Il sesso è anche la vendetta sulla morte. Non dimenticartela, la morte. Non dimenticarla mai. Sì, anche il sesso ha un potere limitato. So benissimo quanto è limitato. Ma dimmi, quale potere è più grande?" • Una certezza chiamata Philip Roth. La carica del suo cinismo erotico misto al suo genio ironico non hanno probabilmente eguali, e questo piccolo gioiello di libro condensa perfettamente questa sua abilità in poco più di cento pagine. C'è il desiderio, la pulsione sessuale di un uomo in là con gli anni per una donna molto più giovane di lui, c'è il fluire del tempo che si riverbera sul corpo e il sesso come alter ego della morte, l'atto estremo in cui sentirsi vivi. Un romanzo erotico di amore e morte, sullo scorrere del tempo, sull'invecchiamento, sulla solitudine e sulle riflessioni amorose, sul sesso e il suo potere sconfinato nelle relazioni interpersonali.

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  • Camere separate di Pier Vittorio Tondelli

A questo libro ho dedicato una recensione apposita nel blog, la trovate cliccando qui.

"Abbiamo bisogno di tempo. Di mettere spazio fra noi. Di vivere insieme, di viaggiare insieme, perché il nostro pensiero riconosca istintivamente l'altro; e lo riconosca come una presenza automatica di consuetudine e di affetto. Abbiamo bisogno di molto tempo per accettare la brutalità del fatto di non essere più soli." • L'esperienza di lettura di Tondelli è stata davvero intensa, ho scoperto un autore straordinario, e proprio perché è stato un libro che ha lasciato il segno, non me la sentivo di dedicargli solo poche righe di didascalia, quindi se andate sul blog trovate un articolo con i miei pensieri e riflessioni. Ho condiviso la lettura con @lilyj2202 quindi andate anche sul suo profilo e sul suo blog (ho messo i collegamenti anche nell'articolo) così trovate anche le sue riflessioni.

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Un pensiero riguardo “Bilancio del mese – Marzo: Libri & Serie TV”

  1. Per quanto riguarda Jessica Jones concordo in pieno, senza David Tennant la serie é stata a dir poco deludente. “Undici solitudini” invece lo voglio leggere da secoli perché adoro Yates, anche se finora ho letto solo “Revolutionary Road”!

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