Libri

Bilancio del mese – Maggio: Libri & co.

Purtroppo il mese di maggio, per via di molte cose è stato poco proficuo per quanto riguarda il punto di vista delle serie tv, in quanto non ne ho vista nessuna in particolare, nonostante siano uscite da poco le nuove puntatedi Westworld e The Handmaid’s tale, che conto di recuperare il prima possibile.
Quindi passiamo direttamente ai libri.

  • L’uomo dei boschi di Pierric Bailly

Di questo libro ho parlato già, potete trovare ciò che ne penso cliccando qui.

  • Sulla felicità a oltranza di Ugo Cornia

Un libro scritto come un lungo flusso di coscienza, scandagliando diversi periodi della vita: i momenti di crescita durante l’adolescenza, i rapporti famigliari, la scuola, le amicizie, il rapporto col mondo che ci circonda.
Lo stile di scrittura assomiglia molto al parlato, infatti a tratti lo si sente un libro vicinissimo, altre volte astruso.
Ma più di tutto è un romanzo sull’accettazione della perdita dei propri cari, per affrontare la morte quasi con serenità, ricercando anche nei momenti luttuosi quella “felicità a oltranza”, facendoci prender coscienza che la morte è parte della vita, e non il suo semplice capolinea. Godere del tempo che abbiamo a disposizione, cercando di evitare rimpianti, vivendo quella “felicità a oltranza” oltre il confine piu buio delle cose.

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  • Macerie prime (sei mesi dopo) di Zerocalcare

A novembre dello scorso anno uscì Macerie prime, ossia la prima metà della storia. Per il lettore, ma anche per l’autore in realtà, con questo volume passano sei mesi in cui ignoriamo totalmente cosa sia accaduto ai personaggi.
Il caos che regna nella vita di Zerocalcare non è diverso da quello che coinvolge ognuno di noi, e sta proprio qui la potenza dell’autore stesso. Oltre che un mirabile fumettista e scrittore, con le sue doti riesce ad inquadrare un’intera generazione e anche più, che si rispecchia nei suoi pensieri, nelle sue azioni, che rivede nei suoi rapporti i propri rapporti.
Macerie prime non è solo la storia del cambiamento, della maturità dei personaggi disegnati da Zerocalcare, ma è la storia di ognuno di noi, figli degli anni ’90, o all’incirca.
Il tempo passa, le persone vanno avanti con la propria vita, alcuni raggiungono traguardi importanti. Macerie prime è la presa di coscienza dell’ineluttabilità della vita adulta, che lacera i rapporti consolidati da anni, ma che nonostante tutto sopravvivono.

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  • La caduta di Albert camus

Libro dalla potenza devastante.
Clemence, il protagonista nonché narratore, è una delle figure emblematiche nella letteratura di Camus, una delle quali che esplica al meglio la sua filosofia dell’assurdo, lente attraverso la quale analizza la condizione umana.
Il protagonista, proprio come il dio latino Giano, scopre di avere una duplice faccia, una duplice identità. Una affabile e piena di virtù esibite pubblicamente, mentre d’altra parte si resta intrappolati nella propria monotonia, nella ripetizioni di gesti quotidiani e alienanti, in cui l’unico rifugio sembrano solo l’alcol e il sesso.
Resosi conto della propria condizione, Clemence abbandona la propria professione e fugge ad Amsterdam, dove troverà nel Mexico-city il luogo in cui redimersi, ma soprattutto redimere.
In quel luogo si confessa ai propri uditori e di far confessare, assumendo le veci un falso profeta, portando le persone alla consapevolezza ultima. Ma la sua non è una redenzione, bensì una caduta. Clemence abbandona la sua maschera di duplicità, ma ciò facendo non diventa migliore, ma perde solamente quella sorta di compassione di facciata, facendo crollare i valori e gli ideali che le persone si costruiscono per vivere in pace.
Clemence si definisce un giudice-penitente, poiché confessando al prossime le proprie viltà (vere o fittizie che siano), costringe il suo interlocutore ad una presa di coscienza, facendolo rispecchiare all’interno delle sue parole. Da penitente a giudice. E così, accusando se stesso, riesce a rendere colpevole l’intera umanità.

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"Si annoiava, ecco tutto, si annoiava come la maggior parte della gente. Perciò si era fabbricato con le sue mani una vita di complicazioni e di drammi. Bisogna che accada qualcosa, è questa la spiegazione della maggior parte degli impegni che gli uomini assumono. Bisogna che qualcosa accada, anche la servitù senza amore, anche la guerra, o la morte. E dunque, viva i funerali." • Clemence, il protagonista nonché narratore, è una delle figure emblematiche nella letteratura di Camus, una delle quali che esplica al meglio la sua filosofia dell'assurdo, lente attraverso la quale analizza la condizione umana. • Come tutti i libri di Camus, anche questo ti cambia la prospettiva delle cose. Non si è più la stessa persona dopo averlo letto. E infatti si aggiunge ai miei preferiti di sempre insieme a Lo straniero. Proprio per questo non mi sento di parlarne così sommariamente nella didascalia (anche perché in molti non la leggono), quindi farò un articolo a breve per rendergli più giustizia. O almeno ci provo.

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