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Una sorta di recensione: Heidi di Francesco Muzzopappa

Vi siete mai chiesti chi sia il genio capace di creare quel programma brutto, ma brutto, ma veramente brutto, basato sul nulla ma in grado di far incollare milioni di “tele-dementi” allo schermo?
Ah no? Beh, allora non dovete perdervi l’ultimo romanzo di Francesco Muzzopappa.

Heidi è una storia, purtroppo, più vicina al reale che non. Con la sua scrittura irriverente, il suo umorismo sottile e mai volgare, Muzzopappa dipinge perfettamente la vita quotidiana di una povera ragazza, Chiara Lombroso, dipendente di un’azienda che si occupa di format televisivi (quelli trash e di successo).
Chiara nella sua vita quotidiana, che da buon milanese è riassunta nella sua intera giornata lavorativa, incontra i tipi più svariati presenti sul globo terracqueo, facendoci ridere e al contempo strabuzzare gli occhi per la miriade di fissazioni che albergano nel cervello umano, e che molti esemplari vantano al tal punto da volerle mostrare platealmente con una telecamera puntata contro.

Heidi solleva in via ironica, ma chiarissima la situazione dell’alienazione odierna nel mercato del lavoro, e soprattutto dei rapporti di potere che vengono a instaurarsi all’interno di una società. E, diciamocelo purtroppo, se sei una donna c’è anche il peso incolpevole di dover faticare il doppio, evitando con slalom quotidiani le molestie di turno.
Perché sì, Tiberio (lo stalker innamorato di Chiara) ci fa sorridere e ci diverte, ma trovarsi un tizio palesemente rifiutato più volte sull’uscio di casa completamente ubriaco, a ben pensarci è inquietante.
Perché sì, lo Yeti che consuma prestazioni sessuali nel suo ufficio e licenzia deliberatamente chiunque non la pensi come lui fa ridere per la sua megalomania e le sue idee bislacche, ma a ben pensarci avere un pervertito come principale e sacrificare la propria dignità per non perdere il proprio posto di lavoro è una cosa al limite dello stomachevole.
Perché sì, è il 2018, ma il sessismo e i soprusi di potere continuano ad imperversare.

In tutto ciò, Chiara nel suo intimo deve fare i conti con la malattia mentale del padre, che la chiama Heidi proprio come il cartone animato che le faceva guardare da piccola, e con l’incombenza improvvisa di doverlo accudire. Un rapporto padre-figlia che graverà sulle spalle della protagonista assieme a tutte le preoccupazioni lavorative, ma che con tenerezza riuscirà forse anche a portare un po’ di serenità in una vita defraudata dal lavoro.

Il merito di Muzzopappa sta proprio in questo, in farci riflettere su cosa ci circonda, con la sua irriverenza e la sua ironia.
Perché essere un autore che diverte è una cosa seria.

Ringrazio pubblicamente la Fazi editore che mi ha spedito una copia in anteprima del romanzo, permettendomi di farvi sapere la mia opinione.

Potete acquistare il libro qui -> https://amzn.to/2loJ7Qz

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