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Una sorta di recensione: Diario 1999 di Valentino Zeichen

Valentino Zeichen è stato un poeta e scrittore italiano, venuto a mancare un paio di anni fa a seguito di un infarto.
La Fazi editore, con questo primo volume, Diario 1999, avvia la pubblicazione dei suoi diari, testi finora inediti, rappresentativi di una personalità eminente sia dal punto di vista umano che culturale, testimone del suo e del nostro tempo.

Nelle pagine di Zeichen ritroviamo annotazioni quotidiane, pensieri, poesie sparse, note di appuntamenti. Una miscellanea di tutto ciò che può accadere nella vita di un artista, “esseri” che a volte ci sembrano così distanti dalla normalità, ma che in poche righe quotidiane ci lasciano entrare nel loro mondo, che non è poi così diverso dal nostro, in fondo.

Sono pagine ricolme di considerazioni su ciò che ci circonda, anche sulle banalità quotidiane, intrise di ironia.img_20180713_191730.jpg

Ma non manca la vena malinconica, il senso di solitudine che attanaglia il poeta, quasi sopraffatto dalla consapevolezza di trascorrere gli ultimi anni della sua vita senza una compagna che possa prendersi cura di lui. Un uomo che sente gli anni trascorrere inesorabilmente, cosciente dell’ineluttabilità del proprio destino.

img_20180713_191655.jpgimg_20180713_192429.jpgimg_20180713_192749.jpgimg_20180713_192643.jpg

Annotazioni, fatti, aneddoti, giudizi sagaci e puntigliosi, senza peli sulla lingua, in perfetto stile col personaggio Zeichen, il Diario 1999 ci offre uno spaccato della società, dell’intellighenzia romana del tempo, un documento che fa da testimone al profondo cambiamento che sta avvenendo non solo nella società, ma nel linguaggio vero e proprio.
I flash quotidiani dello scrittore, visti con l’occhio social del nostro ventunesimo secolo ormai inoltrato, sembrano una sorta di anticipazione del fenomeno dei tweet, quasi una sorta di vate dell’era moderna del linguaggio, che in poche parole, in poche righe riesce a raccontare non solo la persona in sé, ma anche ciò che la circonda, dagli amori sperati al lavoro altalenante, dalla precarietà economica alla passione per la cucina, dal senso di solitudine alla mondanità delle cene con la borghesia acculturata, dalle piccole gioie alle riflessioni esistenziali sul trascorrere del tempo.
Spirito critico, ironico, caustico e allo stesso tempo tenero, Zeichen si atteggia a figura di culto, quasi come se fosse sbucato da La grande bellezza di Sorrentino, poeta e scrittore in una Roma a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio.

Ringrazio la Fazi editore che mi ha permesso di leggere in anteprima questo nuovo titolo del loro catalogo, e che voi potete acquistare qui -> https://amzn.to/2L9CCQk

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