Libri

Bilancio del mese: Luglio – libri e varie

Con la mia solita puntualità, ecco il recap delle letture del mese di luglio. Il calore potrà impedirmi di respirare, ma non di leggere.

  • Il soccombente di Thomas Bernhard
    Salisburgo. Città per eccellenza della musica. Due giovani pianisti, promesse del concertismo mondiale, e un terzo: Glenn Gould.
    I due stringeranno un’amicizia con quest’ultimo, ma che li porrà dinanzi ad una rivelazione: Glenn non è un pianista, è il pianista. Davanti al talento di Gould e alla sua esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach, i due si sentono annientati, presi da una rivelazione improvvisa: l’incapacità di raggiungere quel livello di perfezione.
    Se per l’io narrante è una sconfitta non del tutto radicale, non essendosi mai aggrappato al suo talento per essere un virtuoso, per l’altro, Wertheimer, è un totale annientamento. Perché è lui, il soccombente.
    Il romanzo è costruito come un unico flusso di coscienza impossibile da interrompere, quasi rendendo l’esperienza di lettura soffocante, costruito magistralmente con “l’arte della ripetizione”, in cui vi si intersecano molteplici temi (il successo, il fallimento, la fama). Ma uno su tutti: la maledizione del non-essere.
    Ciò che emerge dal romanzo è un grande interrogativo: se si è capaci di perseverare nella propria attività, pur avendo consapevolezza che non si riuscirà mai ad eguagliare un talento puro, un genio come Gould, consci di essere nel migliore dei casi degli eterni secondi. Proseguire nel proprio cammino, accettando con filosofia se stessi, o (non) essere come Wertheimer e soccombere.

    Potete acquistare il libro qui -> https://amzn.to/2vBe6hN

Salisburgo. Città per eccellenza della musica. Due giovani pianisti, promesse del concertismo mondiale, e un terzo: Glenn Gould. I due stringeranno un'amicizia con quest'ultimo, ma che li porrà dinanzi ad una rivelazione: Glenn non è un pianista, è il pianista. Davanti al talento di Gould e alla sua esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach, i due si sentono annientati, presi da una rivelazione improvvisa: l'incapacità di raggiungere quel livello di perfezione. Se per l'io narrante è una sconfitta non del tutto radicale, non essendosi mai aggrappato al suo talento per essere un virtuoso, per l'altro, Wertheimer, è un totale annientamento. Perché è lui, il soccombente. Il romanzo è costruito come un unico flusso di coscienza impossibile da interrompere, quasi rendendo l'esperienza di lettura soffocante, costruito magistralmente con "l'arte della ripetizione", in cui vi si intersecano molteplici temi (il successo, il fallimento, la fama). Ma uno su tutti: la maledizione del non-essere. Ciò che emerge dal romanzo è un grande interrogativo: se si è capaci di perseverare nella propria attività, pur avendo consapevolezza che non si riuscirà mai ad eguagliare un talento puro, un genio come Gould, consci di essere nel migliore dei casi degli eterni secondi. Proseguire nel proprio cammino, accettando con filosofia se stessi, o (non) essere come Wertheimer e soccombere.

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  • L’uomo di Londra di George Simenon
    “Ma era a ogni istante meno determinato. Ciò che stava per fare non gli sembrava più tanto importante e necessario. Ebbe la tentazione di tornare a casa, di far finta che non fosse accaduto nulla: in fondo la vita continuava.”
    È la storia di uno scambista ferroviario, Maloin, un operaio che passa le sue giornate dietro una cabina di vetro, dalla quale un giorno assiste ad un omicidio, e da testimone, lentamente e inesorabilmente, diventa partecipe della vicenda.La scrittura di Simenon è una di quelle che “invidio” di più, perché è sempre elegante, priva di fronzoli, concisa e allo stesso tempo efficace e magnetica, e anche qui non si smentisce, in quest’opera che strizza l’occhiolino per un certo verso a Dostoevskij. Ma forse questo è uno spoiler… (Curiosità non richiesta: ne sono stati tratti quattro adattamenti cinematografici).

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"Ma era a ogni istante meno determinato. Ciò che stava per fare non gli sembrava più tanto importante e necessario. Ebbe la tentazione di tornare a casa, di far finta che non fosse accaduto nulla: in fondo la vita continuava." • È la storia di uno scambista ferroviario, Maloin, un operaio che passa le sue giornate dietro una cabina di vetro, dalla quale un giorno assiste ad un omicidio, e da testimone, lentamente e inesorabilmente, diventa partecipe della vicenda. La scrittura di Simenon è una di quelle che "invidio" di più, perché è sempre elegante, priva di fronzoli, concisa e allo stesso tempo efficace e magnetica, e anche qui non si smentisce, in quest'opera che strizza l'occhiolino per un certo verso a Dostoevskij. Ma forse questo è uno spoiler… 🤔 (Curiosità non richiesta: ne sono stati tratti quattro adattamenti cinematografici). • @manumomelibri per un serie di fortunate coincidenze m'accollo anche io alla #domenicaadelphi 💪

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  • Vuoi star zitta, per favore? di Raymond Carver
    “«E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto?»
    «Sì.»
    «E cosa volevi?»
    «Sentirmi chiamare amato, sentirmi amato sulla terra.»”
    Con l’uscita della prima raccolta di racconti di Raymond Carver si ottiene una svolta decisiva nel mondo delle short stories, ma ben presto di tutta la letteratura americana dell’epoca.
    Cos’è che ci piace di Carver, che lo rende magnetico, cosa succede nei suoi racconti di così speciale: niente. Niente, perché quello che succede nelle sue storie è semplicemente la vita, con i suoi vizi, le sue velleità e le sue banalità, narrata con sapiente maestria, ed è per questo che è considerato uno maestri del genere. Ed è uno dei miei idoli.

    Potete acquistarlo qui -> https://amzn.to/2KJu8Ly

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