Libri

Bilancio del mese: Settembre – Libri & varie (+ la mia raccolta di racconti)

Prima di iniziare con il recap del mese, sì, ho pubblicato un libro. La mia prima raccolta di racconti edita da L’Erudita. Ne trovate una scheda completa qui.

  • Lune di miele di Chuck Kinder

Ne ho scritto una recensione più approfondita qui.

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"Non lo so. Non ho tutte le risposte. Non ho mai detto di avere tutte le risposte, o sbaglio? Le cose succedono. Lo sai anche tu. Può capitare di trovarsi coinvolti in una situazione. Trascinati via dalla corrente, per così dire. Senza averne nessuna colpa, senza alcuna premeditazione. Metà del tempo non so cosa sto facendo. Meno ancora so dove sto andando o a cosa sto mirando, se è per questo. Il meglio che posso fare è mettere un misero piede davanti all'altro." • Potete leggere questo romanzo anche senza aver visto "Wonder boys", il film con Micheal Douglas che interpreta Grady Tripp, il professore di scrittura creativa che impiega venticinque anni per finire il suo romanzo, senza sapere che quel Grady Tripp sia in realtà lo stesso Chuck Kinder e che in Lune di miele prenderà le vesti di Jim Stark. Potete leggerlo senza sapere che nel film l'allievo di Grady, ossia Tobey Maguire che interpreta James Leer, sia in realtà l'alias di Micheal Chabon. Potete leggerlo senza sapere che uno dei protagonisti, Ralph Crawford, sia in realtà Raymond Carver, e che questo libro in realtà sia solo il pretesto per raccontare una delle amicizie letterarie più belle della storia. Potete farlo, ma sapendo ciò diventa tutto ancora più straordinario. Lune di miele è un romanzo bellissimo, l'ideale per gli appassionati di letteratura americana, che ci porta dietro le quinte, nel privato e nell'intimità di due figure leggendarie come Kinder e Carver, permettendoci di capire che anche i più grandi scrittori che osanniamo siano in realtà pieni di vizi, problemi di tutti i giorni, con tutte le loro difficoltà nel vivere, amare, essere padri, amanti e amici. È un libro esilarante per alcune scene e dialoghi (soprattutto se uno va a pensare ai veri protagonisti), ma allo stesso tempo tenero, in cui traspare tutto il clima dell'america degli anni '70. La storia di due grandi "dannati" della letteratura in tutta la loro umanità. • #Prodottofornitoda @fazieditore che ringrazio per avermi omaggiato con una copia del suddetto. Se vi intriga, approfittatene perché ci sono gli sconti del 25% sul catalogo 👌

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  • La morte a Venezia di Thomas Mann

“La sua bellezza era inesprimibile e, come altre volte, Aschenbach sentì con dolore che la parola può, sì, celebrare la bellezza, ma non è capace di esorimerla.”

Rimasto vedovo, Gustav Aschenbach sente il bisogno improvviso di partire, fino ad approdare a Venezia. Qui scorge il giovane Tadzio, un quattordicenne che gli ricorda gli ideali di bellezza greca, rimanendone folgorato.
Durante tutto il suo soggiorno la sua vita ruota ossessivamente attorno alla figura di Tadzio, simbolo sia del canone di bellezza ellenica sia della gioventù svanita, nonché oggetto di impulsi omosessuali che il protagonista non sapeva nemmeno di possedere in latenza.
Più che un romanzo, è un racconto lungo. Un racconto che con meno di cento pagine (e infatti è un premio Nobel) riesce a esprimere la dicotomia umana, sull’inconciliabile dissidio interiore tra Eros e Thanatos, tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco, il tutto mentre sulla città incombe la presenza inquietante del colera, ossia la morte che aleggia costantemente mentre gli uomini si interrogano sui propri sentimenti.

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"La sua bellezza era inesprimibile e, come altre volte, Aschenbach sentì con dolore che la parola può, sì, celebrare la bellezza, ma non è capace di esorimerla." • Rimasto vedovo, Gustav Aschenbach sente il bisogno improvviso di partire, fino ad approdare a Venezia. Qui scorge il giovane Tadzio, un quattordicenne che gli ricorda gli ideali di bellezza greca, rimanendone folgorato. Durante tutto il suo soggiorno la sua vita ruota ossessivamente attorno alla figura di Tadzio, simbolo sia del canone di bellezza ellenica sia della gioventù svanita, nonché oggetto di impulsi omosessuali che il protagonista non sapeva nemmeno di possedere in latenza. Più che un romanzo, è un racconto lungo. Un racconto che con meno di cento pagine (e infatti è un premio Nobel) riesce a esprimere la dicotomia umana, sull'incociliabile dissidio interiore tra Eros e Thanatos, tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco, il tutto mentre sulla città incombe la presenza inquietante del colera, ossia la morte che aleggia costantemente mentre gli uomini si interrogano sui propri sentimenti.

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  • Puttane assassine di Roberto Bolano

“I suoi occhi erano, come dire, potenti. Fu quello l’aggettivo che mi venne in mente allora, un aggettivo che evidentemente non nasceva dall’impressione reale che i suoi occhi lasciavano nell’aria, sulla fronte di chi riceveva il suo sguardo, una specie di dolore fra le sopracciglia, ma non trovo aggettivo che funzioni meglio. Se il suo corpo tendeva, come ho detto, a una rotondità che gli anni avrebbero finito per concedergli pienamente, i suoi occhi avevano qualcosa di affilato, di affilato in movimento.”

Raccolta di 13 racconti del celeberrimo scrittore cileno.
I racconti, seppur variegati, trattano delle tematiche fondamentali. Innanzitutto la solitudine, in quanto si narrano le vicessitudini di personaggi (spesso senza nominarli) che vagano, solitari, talvolta in modo indefinito.
Altro tema di spicco è la condizione dell’emigrato, racconti di chi si trova lontano dalla propria terra e del difficile rapporto con l’ambiente straniero, sulla difficile condizione dell’esule.
Non manca, ovviamente, l’ingrediente surreale, una delle firme tipiche di Bolano a quanto pare, e lo si riscontra soprattutto nel racconto che dà il titolo alla raccolta. E vi giuro che alla prima lettura non avevo capito che narrava di un calciatore reso prigioniero e seviziato da una sua ammiratrice (fun fact: ah, perché sì, anche gli uomini possono essere vittima di stupro).
Bolano fa parte di quella straordinaria schiera di scrittori (come Borges, Cortazar, ecc.) a cui bisogna prestare particolare attenzione durante la lettura. Non ci si può abbandonare semplicemente al piacere di leggere, bisogna stare attenti a non perdersi nei meandri, a non smarrire la strada dove ci vogliono condurre, e soprattutto a intuire il non detto, quella parte occulta a cui vogliono tendere.

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"I suoi occhi erano, come dire, potenti. Fu quello l’aggettivo che mi venne in mente allora, un aggettivo che evidentemente non nasceva dall’impressione reale che i suoi occhi lasciavano nell’aria, sulla fronte di chi riceveva il suo sguardo, una specie di dolore fra le sopracciglia, ma non trovo aggettivo che funzioni meglio. Se il suo corpo tendeva, come ho detto, a una rotondità che gli anni avrebbero finito per concedergli pienamente, i suoi occhi avevano qualcosa di affilato, di affilato in movimento." • Raccolta di 13 racconti del celeberrimo scrittore cileno. I racconti, seppur variegati, trattano delle tematiche fondamentali. Innanzitutto la solitudine, in quanto si narrano le vicessitudini di personaggi (spesso senza nominarli) che vagano, solitari, talvolta in modo indefinito. Altro tema di spicco è la condizione dell'emigrato, racconti di chi si trova lontano dalla propria terra e del difficile rapporto con l'ambiente straniero, sulla difficile condizione dell'esule. Non manca, ovviamente, l'ingrediente surreale, una delle firme tipiche di Bolano a quanto pare, e lo si riscontra soprattutto nel racconto che dà il titolo alla raccolta. E vi giuro che alla prima lettura non avevo capito che narrava di un calciatore reso prigioniero e seviziato da una sua ammiratrice (fun fact: ah, perché sì, anche gli uomini possono essere vittima di stupro). Bolano fa parte di quella straordinaria schiera di scrittori (come Borges, Cortazar, ecc.) a cui bisogna prestare particolare attenzione durante la lettura. Non ci si può abbandonare semplicemente al piacere di leggere, bisogna stare attenti a non perdersi nei meandri, a non smarrire la strada dove ci vogliono condurre, e soprattutto a intuire il non detto, quella parte occulta a cui vogliono tendere.

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  • Il cosmo della mente di Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato

“Con noi, col nostro complesso cervello e i suoi neuroni, l’Universo si è destato dalla propria incoscienza e, almeno qui sul pianeta Terra, ha cominciato a riflettere su se stesso e a farsi raccontare dagli uomini di scienza l’affascinante storia della sua nascita e della sua lunga vita.”

Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato, il più importante genetista italiano e il direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell’Albert Einstein Centre for Fundamental Physics di Berna, nonché, presso l’ateneo della capitale, docente di fisica delle particelle elementari, “dialogano” sulle origini dell’universo, sulla coscienza umana, fino ad arrivare alle ultimissime scoperte scientifiche.
Con una scrittura priva di orpelli e tecnicismi, Il cosmo della mente permette non solo agli appassionati e agli studiosi della materia, ma anche ai profani e semplici curiosi, un’immersione totale attorno tutto ciò che ci circonda.
Queste due menti brillanti riescono, muovendosi tra il territorio del conosciuto e tra i confini dell’ignoto, a far appassionare e a farci interrogare sull’infinito e sui limiti dell’uomo.
Ringrazio Il Saggiatore per avermi omaggiato con una copia del libro.

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"Con noi, col nostro complesso cervello e i suoi neuroni, l'Universo si è destato dalla propria incoscienza e, almeno qui sul pianeta Terra, ha cominciato a riflettere su se stesso e a farsi raccontare dagli uomini di scienza l'affascinante storia della sua nascita e della sua lunga vita." • Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato, il più importante genetista italiano e il direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell’Albert Einstein Centre for Fundamental Physics di Berna, nonché, presso l’ateneo della capitale, docente di fisica delle particelle elementari, "dialogano" sulle origini dell'universo, sulla coscienza umana, fino ad arrivare alle ultimissime scoperte scientifiche. Con una scrittura priva di orpelli e tecnicismi, Il cosmo della mente permette non solo agli appassionati e agli studiosi della materia, ma anche ai profani e semplici curiosi, un'immersione totale attorno tutto ciò che ci circonda. Queste due menti brillanti riescono, muovendosi tra il territorio del conosciuto e tra i confini dell'ignoto, a far appassionare e a farci interrogare sull'infinito e sui limiti dell'uomo. #Prodottofornitoda @ilsaggiatoreed che ringrazio per avermi omaggiato con una copia del libro. • (P.s. sì, quel coso dietro è un mio vecchio dipinto)

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