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Una sorta di recensione: In un chiaro gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo di Roland Schimmelpfenning

In un chiaro gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo solitario attraversò poco dopo il sorgere del sole il fiume ghiacciato che separa la Germania dalla Polonia.

Così inizia, con un lupo che attraversa il confine per dirigersi verso Berlino, proprio dove sbanda un’autocisterna che causa un tamponamento a catena e un ingorgo di oltre quaranta chilometri. Tomasz, operaio pendolare, si stava dirigendo in fabbrica quando rimane bloccato in autostrada, ed è lì che vede il lupo, vicino ad un cartello, e lo fotografa. Poi il lupo scompare e la sua immagine comincerà a diffondersi.

Da quell’istante il lupo diventa il pretesto su cui ruota tutta la narrazione. Una figura fantasmatica che appare in vari punti della città, caricandosi di un’aura quasi leggendaria per gli abitanti del luogo, consentendo all’autore di mettere in scena i suoi attori.
Un ragazzo e una ragazza scappano di casa, lei ha una madre violenta e lui un padre alcolista; un cacciatore muore nei boschi, lasciando il fucile che verrà poi ritrovato dai ragazzi. La madre, in cerca della figlia, rincontrerà un’amica persa da decenni. Il padre che vive in una villa dove lavora Agniezka, fidanzata di Tomasz, che gli ha appena confessato di essere incinta di un altro. Il fucile che passa di mano in mano, e la figura del lupo che aleggia su tutto.

Personaggi  che appaiono e scompaiono, personaggi che non hanno apparentemente nulla a che fare gli uni con gli altri, calati in una Berlino gelida e tetra, una Berlino in piena ricostruzione dopo l’unificazione delle due Germanie, in piena ondata migratoria, gli edifici abbandonati, la povertà dilagante e l’alcol come unica panacea.

Disoccupazione, miseria, violenza e solitudine, questo è lo scenario tratteggiato da Schimmelpfenning, che intesse la sua storia quasi come una pièce teatrale, con capitoli e frasi brevi, dialoghi ridotti all’essenziale, passaggio repentino da un ambiente all’altro. Una narrazione quasi confusionaria, ma che trova nella sua totalità un’armonia di fondo.

Il romanzo di Schimmelpfnning è carico di simbolismi: un lupo, nel ventunesimo secolo, riesce ancora a scuotere di paura gli abitanti di un Paese, nonostante le innovazioni e i cambiamenti, la paura dell’ignoto durante un clima di cambiamento e transizione, forse presagio di una crisi su cui riflettere.

(Ringrazio la Fazi editore che mi ha permesso di leggere in anteprima il libro, voi potete trovarlo qui -> https://amzn.to/2He3tdh)

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Così inizia, con un lupo che attraversa il confine per dirigersi verso Berlino, proprio dove sbanda un’autocisterna che causa un tamponamento a catena e un ingorgo di oltre quaranta chilometri. Tomasz, operaio pendolare, si stava dirigendo in fabbrica quando rimane bloccato in autostrada, ed è lì che vede il lupo, vicino ad un cartello, e lo fotografa. Poi il lupo scompare e la sua immagine comincerà a diffondersi. Da quell’istante il lupo diventa il pretesto su cui ruota tutta la narrazione. Una figura fantasmatica che appare in vari punti della città, caricandosi di un’aura quasi leggendaria per gli abitanti del luogo, consentendo all’autore di mettere in scena i suoi attori. Personaggi  che appaiono e scompaiono, personaggi che non hanno apparentemente nulla a che fare gli uni con gli altri, calati in una Berlino gelida e tetra, una Berlino in piena ricostruzione dopo l’unificazione delle due Germanie, in piena ondata migratoria, gli edifici abbandonati, la povertà dilagante e l’alcol come unica panacea. Una narrazione quasi confusionaria, ma che trova nella sua totalità un’armonia di fondo. Il romanzo di Schimmelpfenning è carico di simbolismi: un lupo, nel ventunesimo secolo, riesce ancora a scuotere di paura gli abitanti di un Paese, nonostante le innovazioni e i cambiamenti, la paura dell’ignoto durante un clima di cambiamento e transizione, forse presagio di una crisi su cui riflettere. (C'è la recensione completa sul blog 👌) Il libro esce ufficialmente domani 💪 • [Grazie alla @fazieditore editore che mi ha permesso di leggerlo in anteprima]

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